Disequilibrio (Monologo sulla corda)


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Complimenti signorina, sarà contenta ora!
Un sincero applauso per quanto si è dimostata ostinata.
Che importano le conseguenze difronte a un irrinunciabile scopo?
Gli ostacoli esistono solo per essere abbattuti, vero signorina?
Ma chi le ha chiesto di interessarsi al mio caso, o meglio, chi l’ha autorizzata a considerarmi un caso?! Si può sapere perchè si è sentita in diritto di considerarmi?
Dritta come un fuso, incurante delle circostanze. Lanciata a fondo perduto dal suo egoismo. Dal suo egocentrismo!
Brava, ce l’ha fatta. Ha vinto! Riceverà un premio ora? Celebreranno la sua gloria osannando la sua indiscussa superiorità? Si sente gratificata? Ma come fate? Esiste un modo per impedire tutto questo ?
Credevo che il mio atteggiamento a proposito fosse sufficientemente chiaro. E non mi dica che non lo era! Il problema è che lei se n’è fregata! La sua arroganza aveva trovato un nemico che andava sconfitto. Ovvio!
Ma come possono affidarvi armi così affilate. Foste almeno in grado di dosarne gli effetti, invece di aggredire bendate con tutta la vostra forza.  
Lo aveva già capito che non era aria e non mi farò impietosire dalla sua ipocrisia. E’ inutile cercare di addolcire la situazione con quelle lacrime delle quali avverto solo il sapore amaro.
Ottima interpretazione, la mia stima aumenta a dismisura!
Dov’era questa umida fragilità mentre mi demoliva senza ritegno?
Non si è fermata difronte a nulla e ora mi ha battutto. Come se mai avessi voluto essere un suo avversario. La signorina mi ha reputato un ottima cavia sulla quale sperimentare le tecniche più subdole! Trionfante in ogni dinamica, al centro di ogni impalpabile attenzione.
Vampiri privi di coscienza! Vi aggirate, apparentemente innocue in cerca di prede che possano soddisfare e saziare il vostro ego.
Non merita neppure il mio disprezzo. Se ne vada e mi lasci a dimenticare la mia sconfitta.
Non doveva finire così. Non doveva. Il suo letale respiro non poteva entrare a logorarmi.
Ero programmato per  respingere questi aliti. Non si sarebbero dovuti infitrare ancora.
Mi lasci. Ora.
Non permetterò che ancora diventi troppo tardi.
Non posso.
Non cederò alle conseguenze delle sue ferite. Se ne vada, strega.
Mi ha reso troppo vulnerabile. Non apra più quella bocca.
Zitta con quelle labbra!
Non muova più il suo corpo. Ferma!
Gli occhi, non mi guardi più!
Se ne vada, la prego, prima che il suo sparire sia in grado di uccidermi.
Non  mi condanni. Non risvegli la mia fame.
Rinunci per questa volta, non lo dirò a nessuno, cosa le costa in fondo?
Non si avvicini.
No, così mi sta sfiorando!
Non baciarmi, assassina.

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